Napoli: VIA TOLEDO 2020 Spartiacque tra due Realtà

a cura di Margherita Calò

Nell’Ordinanza  della Giunta Regionale della Campania n.15 del 13 marzo 2020 si legge: – al punto “1… su  tutto il territorio regionale è fatto obbligo a tutti i cittadini di rimanere nelle proprie abitazioni. Sono consentiti esclusivamente spostamenti temporanei e individuali, motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero spostamenti per motivi di salute.” – Al punto “2 – … sono considerate situazioni di necessità quelle correlate da esigenze primarie delle persone, per il tempo strettamente indispensabile e degli animali d’affezione, per il tempo strettamente indispensabile e comunque in aree contigue alla propria residenza, domicilio o dimora.” – e continua al punto “3 – E’ consentita la presenza dell’accompagnatore esclusivamente…-  nel caso di spostamenti per motivi di salute… – nel caso di spostamenti per motivi di lavoro …-.

  Dal 13 marzo all’ordinanza citata sono  state aggiunte dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nuove ordinanze il 15 marzo per  ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID – 2019.

 A Napoli, dopo una prima fase di scetticismo, per le notizie che a gennaio giungevano dalla Cina, pensando a un’epidemia locale e circoscritta, noi cittadini abbiamo cambiato atteggiamento quando il 21 febbraio si è accertato il primo caso in Italia.

  In concomitanza del martedì grasso a Piazza del Gesù e a Piazza San Domenico, dove nel cuore del Centro tutti i bimbi e non solo, sono soliti sfoggiare abitini variopinti per le mascherate, c’erano poche persone in giro. Tutte le festicciole scolastiche soppresse e i bimbi a casa. Una grande delusione generale, ma la Lombardia era ancora lontana. Col passare dei giorni con i contagiati comparsi anche in Campania, i più hanno preso coscienza di un hashtag # Io resto a casa # e un secondo # Andrà tutto bene # che sono comparsi su striscioni e finestre di ogni quartiere della città. Ai primi di marzo sono giunti i decreti del Consiglio dei Ministri con le prime limitazioni e divieti che il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca ha integrato quanto già citato per la chiusura di attività produttive.

  E’ di queste ore l’ultima richiesta di De Luca al premier Conte per bloccare il prevedibile flusso di cittadini di ritorno al Sud e in Campania. Conte ha rassicurato che il Governo sta affrontando questa problematica per le decisioni di merito.​ Noi del Sud siamo speranzosi.

 Pur tuttavia ho cercato di fare una cronaca visiva di scatti che ho effettuato  tra il 20 e 21 scorsi nel centro antico.  Piazza del Gesù, Piazza San Domenico Maggiore, Piazza Dante, la Cappella di Sansevero, via Tribulali, via Cisterna dell’Olio, via Monteoliveto e zone limitrofe sono risultate deserte, tanto che per alcuni le immagini sono angoscianti e tristemente deprimenti. E’ bastato attraversare via Toledo, che appare deserta con negozi chiusi, per scorgere una realtà opposta: folla di persone, a stretto contatto e quasi tutti senza mascherina e incuranti del contagio. Quando  ho aperto le braccia per cercare un minimo distacco, mi sono sentita dire: – Ma che avete paura. Qui siamo tutti sani! -. Non ho risposto e mi sono educatamente allontanata, protetta dalla mia mascherina e guanti di lattice. Questi individui sono i figli, nipoti e pronipoti di quelle generazioni di napoletani che durante la Seconda Guerra Mondiale, al suono delle sirene si rifugiavano nei ricoveri che oggi sono Musei, come il Museo del sottosuolo che ospita eventi e spettacoli. Oggi ci vorrebbero le sirene per fare correre tutti nei moderni ricoveri dai bombardamenti del Coronavirus: “nostre Case”.

#Io resto a casa#…e che San Gennaro ci protegga e faccia ragionate tutti e solo così #Andrà tutto bene#!!!

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