Viva l’Irpinia vitivinicola: è tempo di Taurasi

a cura di Enne

Sta balzando all’attenzione degli intenditori il vino di Irpinia.
Sono vitigni di tutto rispetto che hanno trovato estimatori in America e in Cina dove esportano a vagonate.
Greco di Tufo, Fiano, Aglianico sono vitigni di valore mondiale, finora meno conosciuti in Italia per via della consolidata presenza dei vini piemontesi, toscani, veneti e friulani che, sulla base della tradizione, sono partiti da tempo con largo battage pubblicitario.
Con il virus che ancora circola, è tempo di Taurasi, che molti enologi hanno indicato come il miglior nemico del Covi19 per via di alcuni componenti presenti nel complesso bouchè di sapori e profumi che caratterizza questo speciale Aglianico del Nord dell’Irpinia.
Ragut e arrosti sono i migliori amici di questo vino vigoroso e saporito.
A buon intenditor!

Il pregio di questo vino va, però, molto oltre la dimensione della tavola.
La rivista scientifica NATURE ha pubblicato uno studio sui fenoli flavonoidi estratti dalle vinacce del Taurasi.
Questo studio è stato ripreso dall’Università “Federico II” di Napoli che ha constatato che questo tipo di fenoli, già impiegati contro batteri e funghi in campo vegetale e animale, sono in grado di bloccare la replicazione del Mers, virus simile al Covi 19.
L’Ospedale Monaldi ha già avviato dei test che hanno dato risultati molto incoraggianti contro il Covi, impiegando aerosol che contiene i flavonoidi del Taurasi.
Non anticipiamo nulla dicendo che il principe dei Rossi del Sud ha le proprietà infiammatorie giuste per la guerra senza quartiere agli effetti di questo maledetto nemico: COMPRATE TAURASI!

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