Assunta Spina e quello sfregio ancora attuale

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Come in Assunta Spina, il teatro è la realtà che corre per strada, nelle case, nel mondo e quello napoletano, forse, lo è ancora di più.

Non possiamo fare a meno di opere grandiose, che oggi sono spaccati di storia ma che un tempo la loro rappresentazione rimaneva l’unico mezzo per denunciare soprusi e infamie per i quali la legge si mostrava troppo clemente, soprattutto se ad essere vittime erano le donne. Assunta Spina.

È tra le più belle novelle di Salvatore Di Giacomo, rappresentata per la prima volta nel 1909 a teatro e nel 1915 al cinema, “Assunta Spina” è tra le icone più amate della napoletanità.

Il dramma è ambientato a Napoli agli albori del ‘900, la bella e procace napoletana Assunta Spina, proprietaria di una stireria, possiede un fascino che non passa inosseravato agli uomini. Invaso dalla gelosia, il suo fidanzato Michele Bocca di fuoco la sfregia affinchè la giovane “rimanga solo sua”.

Al processo la Spina nega ma è lo stesso uomo che ammette di aver commesso il reato e così viene condannato a due anni di galera da scontare nel carcere di Avellino. A quel punto la giovane fidanzata si “concede” al cancelliere per poter vedere Michele. Tra i due nasce una relazione che terminerà poi con il passare dei mesi. Nel frattempo Michele viene scarcerato prima del previsto e scopre, per un caso fortuito, la tresca ormai finita tra i due.

Accecato dalla rabbia l’uomo ucciderà il rivale ma verrà salvato dal carcere grazie alla donna che si addosserà il delitto. Una storia che ci inorridisce, ma che spiega il modus operandi degli uomini violenti dell’epoca, dove lo “sfregio” era visto come un atto di possesso nei confronti della donna  troppo “ribelle” o troppo “bella”.

“Sfregiare” chi non si riusciva a possedere del tutto era un atto normale, la lama nelle guance era “salvifico” per l’onore insozzato. Un reato passato, che non allontana però la ferocia con cui gli uomini si scagliano contro le proprie donne ancora oggi, ree di suscitare ammirazioni altrui. Una condizione assurda, tribale alla quale, non riusciamo ancora a liberarcene. Per questo forse Assunta Spina è un mito mai tramontato, anzi la sua storia rimane la più attuale di sempre.


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