MERAVIGLIE IN MONTAGNA: GLI ABBRACCI ROCCIOSI DELLE GOLE DI FARA SAN MARTINO

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Alla scoperta delle imponenti gole naturali  alle porte del Parco Nazionale della Majella

Le Gole di Fara San Martino, la riserva naturale protetta nell’omonimo comune, in provincia di Chieti, si trovano  all’ingresso di Vallone Santo Spirito che conduce fino al Monte Amaro (2793 metri). Immersa nel Parco Nazionale della Majella, questa immensa valle è divisa in tre parti: Valle di Santo Spirito, Valle di Macchia Lunga e Valle Cannella.

L’intero percorso consta di 13 km con un tempo di percorrenza di circa 6 ore e 30 minuti. E siccome le giornate autunnali sono perfette per questo tipo di escursioni, con temperature decisamente meno afose di quelle estive,  per chi volesse intraprendere questa rinvigorente avventura, suggeriamo di programmare l’orario della partenza, specialmente  se si è intenzionati a completare tutto il cammino.

Arrivando a Fara San Martino, dunque, la vista  subito si imbatte sull’imponente roccia che abbraccia il centro storico del piccolo comune, che si presenta composto e curato. In  Largo Piano dei Santi,  l’alta torre della chiesa di Remigio saluta i passanti e, superata la piazza, si arriva all’imbocco delle famose gole.

Dopo aver parcheggiato il proprio mezzo  nell’area dedicata, inizia  la salita a piedi.

Le gole si aprono con un incredibile e stretto passaggio tra possenti e altissime pareti rocciose. L’aria si rinfresca e si arriva a quello che resta del monastero di San Martino in Valle, un’abbazia benedettina costruita nel VII secolo,   distrutta dai turchi nel 500 e devastata nel settembre del 1818 a causa di un’alluvione che la ricoprì di detriti. Il nome deriva da San Martino, eremita del 400 nato ad Atessa  e vissuto in una grotta, attorno alla quale  sorse il monastero.

 I resti che oggi si possono ammirare risalgono agli interventi del 2009, anche se i primi scavi per il recupero sono del 1891. La chiesa doveva essere a tre navate, con un ingresso delimitato da un cortile chiuso da un cancello. Come si può vedere, il pavimento  è costituito da lastre di pietra.

Dopo aver scattato foto, e aver curiosato tra gli affascinanti  resti,  il cammino prosegue. 

La brecciolina sul terreno non aiuta la salita, dove la vegetazione appare, a tratti, fitta di faggi e cespugli di more.  La montagna prepotente osserva i pellegrini che possono fare sosta  all’ombra delle scure rocce, per rinfrescarsi alle fonti di acqua che si trovano lungo il  cammino. L’acqua proviene dalla sorgenti del fiume Verde, il canale che nasce sul Monte Acquaviva e dista circa 600 metri dalle Gole. Si tratta di una risorsa  preziosa per Fara San Martino, visto l’utilizzo imprescindibile per i noti pastifici del territorio, e la distribuzione in circa la metà della provincia di Chieti. 

L’Abruzzo stupisce ancora, questa escursione è stata una spettacolare scoperta. L’ambiente delle gole di Fara San Martino è aspro e suggestivo, quasi mistico. La sera tornerete a casa piacevolmente stanchi, per non dire distrutti,  ma ne sarà valsa la pena. Senza dubbio è un percorso perfetto per respirare aria buona e rigenerare corpo e mente.


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