Libri: Viaggi stampati sulle valigie, alla riscoperta delle etichette alberghiere con “Ritcher”

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di Lisa Terranova

L’arte dell’etichetta alberghiera è rimasta assopita negli ultimi decenni, quasi dimenticata, accantonata nel ricordo del secolo passato. Grazie all’ingegno di Alberto Ravaglio e alla lugimiranza del suo editore Raimondo Di Maio della “Dante & Descartes”, queste piccole opere sono ritornare a far sentire la loro presenza dal mondo onirico nel quale si erano addormentate. “Viaggi di carta” è il nome dell’opuscolo e la luce, naturalmente, è stata rivolta sulla grande azienda “Richter”, un tempo maestra d’opera di tali creazioni. Piccoli ritratti “incollati” sulle valigie, che testimoniavano il tour dei viaggiatori erranti o dei professionisti lontani da casa per lavoro. Ritratti di paesaggi, parchi archeologici, una grafica che ha fatto la storia delle etichette, un simbolo identificativo per chi aveva sostato nelle grandi capitali, dove naturalmente grazie all’estro di un litografo svizzero la città di Napoli si inserisce prepotente con la sua suggestiva bellezza. Una storia durata decenni  fin quando queste etichette, utili nell’identificazione dei bagagli, non sono state soppiantate da anonime e fredde targhette. Un passaggio di “civiltà” che azzera l’arte e la bellezza racchiusa in una minuscola immagine litografica, che oggi grazie anche alla riscoperta di Ravaglio nel suo piccolo ma immenso saggio, si spera possa ritornare a splendere sui nostri bagagli come un tempo.


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