Libri: “IMMIGRATE- Tra gabbie esteriori e interiori, il potenziale trasformativo di sé e del mondo”, a cura di Riccardo Mazzeo (Mimesi 2021)

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di Maurizio Vitiello, sociologo e critico d’arte

Con la guerra in corso Ucraina-Russia e il prevedibile ingresso in Europa di più di cinque milioni di profughi l’assetto delle correnti migratorie accusa un soprassalto e si dovranno rivedere tutte le influenze che si scateneranno.

Nella coda del Covid-19, con tutte le sue varianti Delta, Omicron 1, 2, 3 e le variabili impazzite degli schieramenti dello scacchiere europeo-orientale, a questo libro dovrebbe seguire un’altra prossima pubblicazione descrittiva dei dolori e degli spostamenti delle popolazioni ucraine.

Oltre ai paesi europei a nord-est, anche l’Italia è coinvolta nell’assorbimento di un flusso migratorio imponente.

Si prevede, nella totalità, una migrazione forzata di più di cinque milioni di persone, tra cui moltissimi bambini.

Le migrazioni, per quanto sgradite a buona parte dell’opulento Occidente, sono un fenomeno che niente potrà arrestare, poiché è sempre preferibile rischiare la vita su un barcone che restare sotto l’incombere delle bombe e dei cecchini o morire di fame e di stenti.

C’è, però, un versante specifico delle migrazioni, quello femminile, meno studiato a causa dello status inferiore di molte donne del Sud del mondo e della clandestinità a cui sono assoggettate le immigrate che non hanno potuto effettuare un ricongiungimento familiare.

Se anche quando raggiungono il coniuge spesso restano relegate e “invisibili”, quando entrano illegalmente restano vincolate a lavori di cura come badanti o colf e molto spesso sono costrette a prostituirsi per ripagare debiti che rischiano di non essere mai estinti.

Nonostante le difficoltà di accesso a una vita normale, molte immigrate mostrano di possedere la capacità di dare un contributo inestimabile al mondo uscendo dalle gabbie psicologiche e oggettive che le imprigionano.

Se ne parla nel libro “IMMIGRATE- Tra gabbie esteriori e interiori, il potenziale trasformativo di sé e del mondo” (Mimesi 2021), a cura di Riccardo Mazzeo.

Questo studio, davvero interessante, riesce a darci il polso della situazione, che rischia di essere pregressa, data la migrazione in atto nel momento in cui stiamo scrivendo.

Ineluttabile questo movimento, imprevisto dai più.

Ogni giorno le tv e tutti i mass-media ci mostrano ferite, difficilmente rimarginabili, e dolorose scene.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, noi Italiani abbiamo vissuto da lontano, tranne qualche partecipazione belligerante, a tutte le guerre sviluppatesi nel mondo e non avremmo mai immaginato di vedere scoppiare un conflitto nel seno del nord-europeo con ricadute pesantissime di grosso rilievo economico.

In conclusione, è un libro ricco di dati e considerazioni e ci piace sottolineare lo scritto, tra gli altri di profonda conoscenza, emotivamente partecipato, “Un nuovo habitat: dal Montenegro all’Italia”, dell’autrice-sociologa Sanja Vujosĕviċ Facchini, nata a Titograd, attuale Podgorica, nel 1977, durante il periodo della Repubblica Socialista Federale della Jugoslavia (SFRJ), governata da Josip Broz Tito.

Ci rende una testimonianza piena e diretta, sottolineando il suo passato che l’ha portato al nuovo habitat italiano.  

Pagine essenziali queste come quelle degli altri autori e dele altre autrici, che ci permettono di riflettere su alcuni aspetti della migrazione femminile in Europa, anche da prospettive insolite e rilevanti.

Ottimo il lavoro di Riccardo Mazzeo che ha saputo ben coordinare angolazioni diverse, ma congruenti

Da leggere.


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