“Gli struffoli di Aristofane”: i magici racconti del territorio vesuviano

a cura di Lisa Terranova

La magia del territorio vesuviano, oggi per pochi ed “eletti”  personaggi sensibili, è ancora avvertibile anzi spesso incanta e feconda la fantasia di alcuni che attraverso la memoria ancestrale, conservata nelle viscere della nostra terra, fa nascere delle vere e proprie opere d’arte. Questa volta lo “charme” della cultura vesuviana avvolge la raccolta di sei racconti inediti di Nino Leone “Gli struffoli di Aristofane” Langella Edizioni. Rievocazioni di un’epoca dove il Natale si “inspirava” attraverso tutti i sensi; dalle pendici del Monte Somma alla Pomigliano del dopoguerra ai primi amori che avevano come sfondo Modugno e Peppino Di Capri. I sapori di un periodo che profuma più di emozioni che di storia. “Immaginate di entrare in un’antica cantina gestita da un elfo vesuviano e mentre vi accomodate, al tavolo vicino, sentite parlare di letteratura. Tra prosciutto, vino e una mozzarella con tanto di dotta dissertazione su quest’ultimo su un agnello affogato con patate e piselli, mele annurche e figurinie… sentite tirare in ballo ora “Il mare non bagna Napoli”, ora “Gli eredi del Vento” ora “Gesù, fate luce” e, mentre ordinate, rimbalzano intorno a voi nomi come Ortese, Michele Prisco, Domenico Rea e La Capria… Immaginate che tra le vie di Napoli, per cantare “l’ammore”, riecheggino  di nuovo le note di Lazzarella e Nel blu dipinto di blu…Immaginate di ammirare tesori d’arte misconosciuti di una delle tante Santa Maria delle Grazie imboscate tra le pendici del monte Somma…Immaginate di gustare i frutti di un giardino segreto, dipinto da Botticelli e ornato da altre maestranze rinascimentali…” scrive magistralmente l’autore che gentilmente ha risposto ad alcune nostre domande.

I racconti sono esperienza di vita di vissuta?

Tutto ciò che si scrive esprime cose vissute. Nessuno inventa mai niente dal nulla. E gli scrittori, in particolare, sono tanto più bravi e capaci di catturare l’attenzione del lettore quanto più lavorano a un puzzle è ricco e variegato. Se uno si attenesse alla sola esperienza personale, non potrebbe fare altro che redigere biografie. La vita per fortuna è invece varia e ingarbugliata e talvolta finisce per divenire perfino sorprendente. Nel racconto di una festa in casa come usava ancora negli anni ’50 e ’60, il più impacciato conquista la ragazza più bella: mistero della vita, dell’amore, delle combinazioni alchemiche. Sono io? Potrei, ma all’epoca della vicenda ero in V elementare. Sarà accaduto a qualcuno più grande o anche più piccolo, chissà. La dedica infatti, ognuno dei sei racconti ne ha una, è indirizzata al mio editore, che ha meno anni di me. In lui rivedevo il profilo caratteriale che avrei potuto prendere a prestito per la figura del personaggio maschile che però avevo già scritto..

Come è nato il sodalizio con Langella?

Il signor Langella, lo conosco che era un giovane vispo, sveglio, e soprattutto allegro garzone di bottega. Di un’allegria sapiente, figlia dell’ottimismo della ragione, di cui il libraio di Port’Alba, attraverso un lungo crine filosofico, trasfonde in sé da molta dottrina epicurea, visto che siamo nel cuore di Napoli. Per anni, il garzone Lino, caricava e scaricava i volumi per le presentazioni, mie e di tanti altri autori. Se poi sé curiosi di sapere com’è nato il volume di prossima uscita“Gli struffoli di Aristofane”, non violo nessun segreto a rivelare che la pubblicazione è nata da una telefonata in cui chiedevo il permesso, ovvero una garbata liberatoria morale che lui non rifiutò, intestargli la dedica di un racconto. Letto lo scritto il signor Langella, sensibile e intuitivo,si risolse a chiedermi di pubblicare un libro con lui. E io ho accettato di buon grado e con orgoglio

Quando uscirà il libro?

Il volume esce il 24 novembre prossimo: una data fortunata per me, affatto scaramantico. Nella stessa data, ormai anni fa, uscì per la Rizzoli anche “La vita quotidiana a Napoli ai tempi di Masaniello”, un libro considerato un long-seller, sempre presente negli scaffali delle librerie e che mi è valso riconoscimenti e soddisfazioni più che se avessi pubblicato cinque romanzi. Sarà un libro di racconti tutti in qualche modo riferiti al Natale. E tra poco le renne digitali cominceranno a sfilare lungo i boulevard vesuviani.

Il suo legame con la terra vesuviana?

Sono nato vesuviano, di podice vale a dire alle estreme pendici del vulcano. Conosco il sibilo della rena nera e fine che cade dalle mani; ho raccolto le canzoni che i battipali intonavano per compattare il lapillo impastato alla calce dei gessi di costa per tetti e pavimenti di case; ho scalato la Montagna fino alla “Rucélla” che avevo sette anni appena, ho provato l’asperità dei calanchi e il futo dei valloni; il vento caldo e asciutto d’agosto che fa sbattere i panni alle terrazze e la cuffia di nembi sulla montagna che rovescia acqua alla campagna. Ho un cuore di pietra lavica, forte nella temperie, morbida alla lama dello scalpello. Il Vesuvio  – come dicono i poeti argentini – è la mia casa, la mia vela, la mia chitarra.

Ovviamente abbiamo ascoltato anche Pasquale Langella, editore e titolare di una libreria indipendete a Port’Alba. Quotidianamente Langella, spirito combattivo, resiste all’agonia della cultura. Infatti si prende cura dei suoi libri come creature preziose,  fino alla loro vendita, con le unghie e con i denti tra mille difficoltà difende quella carta stampa che tanto gli è cara

Perché ha deciso di pubblicare l’opera del medico Nino Leone, scrittore e grande cultore e ricercatore della nostra storia? 

Conosco Nino Leone da circa 25 anni la prima volta che ci siamo visti ero ad una cena per una presentazione del libro di Michele Prisco, “Il Pellicano di pietra”, serata memorabile per un ventenne come me a quell’epoca garzone di libreria ma con tanta voglia di imparare e come si fa a non apprendere solo ascoltando e in disparte persone come Michele e Nino? Ci siamo ritrovati all’apertura della mia libreria a Port’Alba sei anni fa dove è venuto a trovarmi e ne sono stato onorato perché eravamo e siamo ancora sulla stessa lunghezza d’onda e di pensiero. Ho deciso di pubblicare “Gli struffoli di Aristofane” di Nino un po’  per caso in quanto doveva essere un raccontino per la mia collana “Carte e Cartuscelle” ma non rientrando nel numero di pagine prefisso, Nino mi dato l’onore di leggere altri suoi racconti improntati in parte sul Natale e da lì l’idea di raggrupparli e far nascere questa edizione a cui teniamo molto e che grazie all’aiuto dell’amico e editore Sergio Travi sta prendendo forma e speriamo piaccia anche ai nostri lettori. Il libro sarà in tutte le librerie a novembre. 

Perché la decisione di dedicare Edizioni Langella alla cultura napoletana?

Langella Edizioni è nata un po’ per necessità in quanto in passato ho avuto la possibilità di imparare, da autodidatta andando in una vecchia tipografia napoletana, un po’ di impaginazione e grafica editoriale e l’ho fatto per molti anni anche se il mio mestiere principale è stato ed è sempre il libraio. Dicevo per necessità in quanto nel 2014 ho stampato con una casa editrice il mio volumetto Stupidario Librario dove ho raccolto per anni frasi e dialoghi con clienti e non della mia libreria, e ha avuto un buon riscontro di vendita e da lì’ avevo deciso di stampare un secondo volume ma non avendo la disponibilità da parte dell’editore ho deciso di autopubblicarlo  ed è nato Casomaicipenso primo libro delle mie edizioni e primo della collana Bibliofollia. 

Questo è stato l’inizio, anche se non è iniziato benissimo per colpa della pandemia che ha bloccato tutto, poi dato che sono sempre convinto che piangersi addosso non serve a nulla è nata la collana di Carte e Cartuscelle (ho pubblicato Pietro Treccagnoli. Tisanuri – Matilde Serao. Gli altarini. Con foto di Sergio Siano) dove ho cercato di coinvolgere piccole aziende della mia zona e di fare un prodotto di qualità e in poche copie valorizzando la carta oltre che il contenuto e rendendole copie anche da collezione. Ora sono in uscita i due libri di questa nuova collana che si chiama “Passi d’Autore” dove vede protagonisti il libro di Nino Leone, Gli struffoli di Aristofane e Anne Charlotte Leffler. Bozzetti napoletani a cura di Catia De Marco per la prima volta tradotto in italiano dallo svedese.

La sua libreria nel cuore della Napoli che ama leggere. Cosa vorrebbe dire ai frequentatori di

Port’Alba affinché continuino a sostenere le librerie indipendenti?

Le librerie indipendenti vanno sostenute frequentandole e non per esempio con inutili flashmob quando chiudono, dopo non serve a nulla e dura un giorno la commemorazione, la mia libreria come dice lei è al centro di Napoli nella via dei librai dove un tempo passeggiavano personaggi come Croce o Di Giacomo, certamente ora non è come il passato, c’è un presente sovrastato dalle grandi catene del web. Un’epoca dove purtroppo, per molte persone, non c’è più il gusto di andare in libreria per incontrare una persona come il libraio che ti possa consigliare un buon libro che preferiscono l’acquisto comodo da casa. Ogni giorno mi devo reinventare offerte o occasioni per valorizzare questo oggetto, per molti sconosciuto, che si chiama libro ma lo faccio con convinzione e dedizione anche perché come ho già detto prima è inutile piangersi addosso bisogna reagire e “fare” sperando in un futuro più roseo. 

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