• January 21, 2020

ALLA RICERCA DELLA NAPOLITUDINE

Marco De Marco, giornalista di lungo corso e ben conosciuto per aver diretto il Corriere del Mezzogiorno ha scritto, anche lui un libro sulle particolarità antropiche, ambientali e culturali che rendono Napoli inafferrabilmente unica nel mondo.
Il libro è stato presentato da Ernesto Paolozzi e da Nino Daniele, due intellettuali provenienti da culture diverse che hanno ,però, in comune l’ammirazione di Benedetto Croce.
Paolozzi ha rivendicato per Napoli la forte propensione per la vena filosofica popolare, ma, di più culturale appellandosi alla densità di pensatori che hanno fatto illustre la nostra città a partire da Vico, per arrivare a Croce e ai pensatori anche stranieri che sono venuti a Napoli e l’hanno scelta come città di adozione.
Nino Daniele ha voluto ricordare la vivacità di Napoli esaltata dal flusso dei suoi artisti, da Carosone a Pino Daniele nel settore musicale,, a Di Giacomo e agli altri scrittori ora conosciuti in tutto il mondo.
E’ invece sembrata stridente la rappresentazione che hanno voluto fare alcuni intellettuali presenti in sala: chi ha attribuito a Rosi ( quello de “Le mani sulla città”) a La Capria, e a Ghirelli il complotto di aver avvicinato la città all’alleanza tra la DC e il PSI, dimenticando lo stuolo di scrittori contemporanei a questi che hanno arricchito e diversificato l’orizzonte culturale e politico del tempo.
Qualcuno ha fatto anche un sintetico “mea culpa” delle certezze che tanti intellettuali che si identificavano nel PCI hanno professato e cercato di far professare a Napoli.
Napoli ha proseguito nella sua creatività, nella sua fantasia, nella sua voglia di vivere autoironizzandosi, anche se – è vero- si è affievolito quel dibattito culturale che contraddistingueva la città nel primo dopoguerra, anche se tanti artisti, in primis Totò, non hanno goduto di buona critica.
Ha fatto bene Paolozzi a ricordare il filone del teatro napoletano che continua anche se la stampa lo dimentica spesso: da Nino Taranto a Luigi di Maio, agli altri, ai piccoli teatri sparsi nella città che sopravvivono incredibilmente in piccoli spazi e sempre nuovi creatori.
Marco De Marco ha poi colto l’occasione per preannunciare, per il prossimo 14 gennaio, il lancio di un nuovo quotidiano a Napoli, si chiamerà il Riformista.
Allo scrittore a al giornalista il Confronto formula i più sentiti auguri.
Potrà aiutare gli intellettuali a capire meglio la Napolitudine?
La Napolitudine si vive, non si capisce.

Elio Notarbartolo

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