AGROECOLOGIA: SCIENZA E MOVIMENTO SOCIALE

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L’agroecologia nel mondo accademico è considerata un misto di scienza, esperienza pratica e movimento sociale.

La definizione esatta è quella della applicazione della ecologia e della sociologia alla creazione e gestione di sistemi alimentari sostenibili e si basa su dieci principi interconnessi che illustreremo nel corso di questo articolo.

Viene sperimentata da otto milioni di contadini in Africa ed ha degli effetti positivi sulla salute del pianeta.

Alcuni esempi:

  1. riesce a sequestrare più carbonio dal suolo;
  2. usa l’acqua in maniera più frugale; 
  3. riduce la dipendenza da apporti esterni riciclando nutrienti come azoto e fosforo; 
  4. promuove la biodiversità del suolo e delle fattorie senza devastarle.

Questa pratica è sperimentata anche in altri continenti.

In particolare, uno dei punti dove si sta testando molto positivamente l’agroecologia è il villaggio di bwawa in Malawi dove, a dispetto della pandemia da covid19, i cui devastanti effetti economici hanno aggravato la malnutrizione in tutto il mondo,  continua ad aiutare queste popolazioni a far scomparire il problema della fame nel mondo.

La contraddizione sta nel fatto che i risultati dell’agroecologia non hanno interessato il vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite dell’autunno 2021 dove predominava la visione della Bill e Melinda Gates Foundation che propone tecnologie sul modello della rivoluzione verde  dell’ Alliance for Green Revolution di Bill Gates che, invece,  ha fallito in Africa.

Far conoscere l’agroecologia è importante per far sapere al mondo che essa è organizzata nella Alliance for Food Sovereignity in Africa con 200 milioni di produttori e consumatori di cibo.

Il problema sono le gerarchie di potere consolidate e le conseguenti disuguaglianze globali e regionali per cui ci troviamo difronte alla grande contraddizione rappresentata dal fatto che, nell’ultimo decennio, la produzione alimentare ha generalmente superato la domanda, ma la fame nel mondo è aumentata.

La storia del sistema alimentare globale inizia con il colonialismo quando in gran parte dei tropici sono stati riconfigurati i modelli agricoli e la proprietà fondiaria e decine di milioni di braccianti, schiavizzati o asserviti, sono stati spostati per il mondo per fornire agli europei la canna da zucchero e altri prodotti tropicali che questi avevano imparato ad apprezzare.

Lungi dall’estinguersi con il colonialismo, questo sistema-produzione degli alimenti non ha fatto altro che rafforzarsi, a causa delle condizioni a cui venivano concessi i prestiti da istituzioni internazionali come la Banca mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale. Per pagare i debiti, oggi, l’Africa esporta tutto, dalle rose al brodo.

L’agroecologia affranca i contadini poveri del mondo da queste strutture di controllo e sposta l’equilibrio di potere del sistema alimentare mondiale a favore di persone che stanno al livello più basso della piramide socio-economica.

Per questo non piace al settore agricolo convenzionale, ai Governi del Nord della terra e agli organizzatori del vertice sui sistemi alimentari.

L’agroecologia evidenzia il fatto che i problemi di sistema richiedono una risposta di sistema.

La FAO ha identificato dieci principi chiave seguiti dalle comunità che adottano l’agroecologia:

CULTURA E TRADIZIONI ALIMENTARI

L’agricoltura industriale e il commercio globale hanno prodotto diete squilibrate in tutto il mondo, con malattie cardiovascolari e diabete da una parte, e fame e malnutrizione dall’altra. L’agroecologia permette alle culture alimentari locali di prosperare, ristabilendo una relazione diretta tra produzione e consumo del cibo.

RICICLAGGIO

L’agroecologia ricicla le risorse naturali ed i nutrienti. Come la natura, non produce rifiuti. L’azoto passa in cicli ricorrenti dall’atmosfera al suolo e viceversa; l’acqua piovana va dai solchi alle piante ed all’aria, il letame degli animali fa da fertilizzante e i residui delle colture, come la paglia, servono da alimenti per gli animali.

VALORI UMANI E SOCIALI

L’attenzione a equità, inclusione e giustizia assicura che nessuno muoia di fame. Le donne che nella maggior parte delle culture sono responsabili della alimentazione della famiglia, hanno un ruolo decisivo di innovazione e guida dei progetti di agroecologia. Mentre i sistemi industriali svalutano il lavoro agricolo, qui la produzione di cibo diventa un compito piacevole e condivis , e un mezzo per elevare i legami con la natura e la comunità.
La difesa dell’ambiente consente alle generazioni future di ereditare sistemi naturali intatti.

ECONOMIA CIRCOLARE E SOLIDALE

La agroecologia mira a collegare produttori e consumatori del cibo in circoli locali in modo che la produzione sia direttamente collegata ai bisogni. Questa economia su base locale accresce i redditi dei produttori di cibo, offre ai consumatori prodotti più freschi, promuove i legami della comunità e riduce gli sprechi di cibo e i consumi di energia per i trasporti.

SISTEMI DI GOVERNO RESPONSABILI

Affinché prosperino le iniziative di agroecologia sono essenziali sistemi di governo locale che proteggano il diritto delle comunità che coltivano il cibo ad avere terra e acqua potabile, alla proprietà intellettuale ed altre risorse. Gli attuali sistemi di commercio e di governance compromettono il benessere dei piccoli contadini, che sono tra le persone più affamate e indebitate del mondo.

RESILIENZA

La diversità delle colture assicura una ripresa più rapida dai disastri legati al clima e da altre avversità naturali. Inoltre, la capacità di produrre cibo con risorse locali e riciclate contribuisce a schermare la comunità dagli shock economici esterni.

EFFICIENZA

Metà dell’azoto dei fertilizzanti sintetici finisce ad inquinare l’ambiente, ed alcune culture ibride o geneticamente modificate impoveriscono le falde acquifere.  I sistemi agroecologici usano risorse e nutrienti con efficienza ottimale. Sementi adatte alle condizioni locali, raccolta dell’acqua, microbi, azoto-fissatori e predatori naturali  contribuiscono a produrre cibo con apporti esterni ridotti al minimo.

DIVERSITA’

La coltivazione promiscua di specie diverse accresce produttività e resilienza: le condizioni che sfavoriscono una specie possono farne prosperare un’altra.

CREAZIONE COLLETTIVA E CONDIVISIONE DEL  SAPERE

Nelle comunità si lavora insieme per identificare e condividere le pratiche agroecologiche che meglio si adattano alle specifiche circostanze ecologiche e culturali. Non ci sono prescrizioni universali da calare dall’alto su cosa coltivare e come farlo; ci sono invece linee guida per un processo condiviso di sperimentazione e scoperta che conduce a soluzioni diverse in luoghi diversi.

SINERGIE

I vari sottosistemi dell’agroecologia operano in modo sinergico creando un tutto assai più grande della somma delle sue parti.

L’agroecologia non si limita a ridurre fame e povertà: preserva ed accresce la fertilità dei suoli, le riserve idriche, la natura, la cultura e la comunità, a beneficio della generazione attuale e di quelle future, portando giustizia ed equità agli esclusi.    


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