Passione Materica: mostra personale di Raffaele Ferrante a Napoli

Le opere saranno in esposizione al Maschio Angioino di Napoli fino al 6 ottobre

a cura di Maria Lista

Nella spettacolare cornice del Maschio Angioino di Napoli, a ridosso del mare, dove il campo visivo si allunga all’orizzonte, fino al 6 ottobre è possibile visitare la mostra “PASSIONE MATERICA”.

Nella Sala della Corte sono in esposizione le opere di Raffaele Ferrante che ricche di cromatismi catturano l’osservatore.

Le tele, che sono il prodotto di contaminazioni diverse, come ad esempio quelle del mondo classico, sono proiettate verso una chiave contemporanea attraverso l’utilizzo di colori ad acrilico, linee e segni che lasciano pensare ed opere di artisti del’900.

Lo spaziare nel genere umano attraverso ampi archi temporali fa sì che i volti del passato diventino quelli dei nostri tempi, trascinandosi dietro modi di fare e di vivere che appartengono ad altre epoche. Così gli interrogativi agli occhi del fruitore nascono spontanei. La sala poi, caratterizzata da ambienti l’uno dentro l’altro, simula il passaggio nei meandri della mente.

Il filo conduttore della mostra è il volto, alcuni sembrano uscire dalle tele, altri per loro morfologia interrogano l’osservatore che a tratti,  fumettisticamente,  sembra di trovarseli accanto, quasi fossero un altro io.

E’ inevitabile, visti i variegati volti guardarsi intorno, domandarsi chi siamo.

L’artista presenta così le parti della sua anima, arricchite dai colori e dalla leggerezza dell’essere.

Ferrante, attraverso l’arte visiva, dà spazio e sfogo al suo bagaglio di vita che è ricco di esperienze e molteplici attività. Il dualismo dell’artista con il mondo del palcoscenico esce tutto. Essere l’attore comico, Lello de “I ditelo voi”, è il punto di forza e, il dinamismo della gestualità corporea che lo caratterizza sul palco, è insito nelle sue opere tanto da renderle plastiche e quasi pirandelliane.

La correlazione tra la pittura e il suo essere attore, il trait d’union è da sempre, dice Raffaele,  l’osservazione dei volti della gente che, da un lato impersonifica sul palco, e dall’altro riporta nelle tele.

Intriga allora questo guardarsi allo specchio attraverso le sue tele.

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