LA SIRENA PIU’ BELLA E PIU’ ORIGINALE DI NAPOLI

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a cura di Elio Notarbartolo

Lasciamo tra le fake news le immagini di sirena dalla coda di pesce e dalle forme sensuali.
La tradizione greca, anzi omerica, che si rifà all’epoca micenea, precedente a quella greca, ci racconta di un culto per questa specie di donna uccello, che canta nel modo più dolce e suadente, che conosce tutti i misteri dell’armonia e della musica, che sa essere dolce e avvolgente, che sa essere umana più degli umani.
In realtà si tratta un uccello che, offesa e umiliata dal più umano degli uomini, Ulisse, si lasciò morire sulla spiaggia di Napoli, dopo aver deposto un uovo: quell’uovo che il poeta Virgilio ci racconta essere stato legato al destino della città, che, dalla sirena, prese il nome di Partenope (le altre due sorelle-sirene erano Asterope e Leucosia).
Virgilio lo nascose nella parte più impervia delle grotte di Megaride dove poi fu costruito il castello che tutti conosciamo come Castel dell’Ovo, proprio per l’uovo nascosto da Virgilio.
Ebbene, l’immagine più pura del simbolo di Napoli è quello della fontana della Spinacorona o “delle zizze” – così la chiamano da sempre i Napoletani- perchè dai suoi seni nudi sgorga un’acqua capace di addolcire e spegnere le lave del Vesuvio, rendendo il vulcano non distruttore ma spirito fecondo per la città e i suoi dintorni.
La fontana è antica, si trova in in Via Giuseppina Guacci Nobile, accanto alla Chiesa di Santa Caterina della Spina Corona, e fu restaurata da Giovanni Merliani (lo scultore Nolano) sotto il viceregno di don Pedro di Toledo per onorare l’imperatore Carlo V che era venuto a vedere e onorare la città di Napoli da poco passata sotto il suo impero.


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