“D’improvviso un altro mondo”: a Castel Nuovo il senso del sacro

a cura di Maria Lista

Napoli – A Castel Nuovo, nella trecentesca Cappella Palatina, unica testimonianza della residenza angioina è stata allestita la mostra “Il senso del Sacro – d’improvviso un altro mondo”.

 Promossa dalla Diocesi di Napoli, e patrocinata dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, la terza edizione della mostra d’arte  contemporanea, ha scelto come tema 2020 “d’improvviso un altro mondo” preceduto, l’anno scorso, da  “Tra fragilità e incompiutezza dell’umano” tema  predittivo dello scenario pandemico del nostro tempo.

Ci si interroga allora se il senso del sacro sia nella sacralità della vita, dell’essere umano che non pensava di dover fare i conti con qualcosa che fosse al di sopra di tutti. L’uomo ciclicamente crede di avere in pugno il tutto e poter gestire liberamente il buono e il cattivo tempo, senza ricordare di essere egli stesso parte integrante della natura così come lo sono i virus e, spiazzato quindi, fa ora i conti con il suo essere parte integrante del tutto e non di esserne superiore. Hanno esposto nel segno del tema artisti del panorama nazionale ed internazionale con opere di varia natura sia per soggetto che per tecnica.

Nell’insieme eterogeneo delle opere alcune spiccano per bellezza, audacia, ermetismo, cromatismi, introspezione, voglia di rinascita, rivisitazione del mondo segnato della inquietudine determinata dal covid 19.

L’allestimento altalenante delle opere crea un senso di dispersione, il fruitore fatica a concentrarsi sulla singola tela, viene continuamente distolto dalla azione del visionarle. Questo implica un necessario ritornare su le stesse per focalizzarle e memorizzarle per far sì che germinino in noi quei sentimenti, a volte tormentati a volte di quiete, che hanno spinto gli artisti a comporle.

 Di contro la location, con il maestoso rosone del gotico fiorito catalano, il portale rinascimentale consumato dal tempo e dalle piogge acide, il tabernacolo con l’ultima cena a bassorilievo,  la madonna con il bambino dalle fattezze delicate e dai particolari commoventi come la capigliatura e il panneggio delle vesti e soprattutto il verticalismo della navata unica, accentuato dalle monofore, crea un rapporto tra antico e nuovo, un incontro/scontro, dove l’incontro è un esempio di democrazia diffusa dell’arte dove gli ISMI di correnti diverse convivono.

Allora come sempre nelle svariate manifestazioni artistiche le chiavi di ingresso che permettono all’artista di intravedere scenari futuribili sono da rintracciarsi nella frequenza d’onda che fa si che le capacità percettibili si concretizzino poi nella produzione artistica.

La mostra, che resterà aperta fino al 18 ottobre e sarà visitabile gratuitamente negli orari di apertura della Cappella Palatina di Castelnuovo, in via Vittorio Emanuele III,  presenta le opere degli artisti: Enzo Angiuoni, Loretta Bartoli, Angelo Bellani, Paolo Berti, Lorenzo Bocca, Maurizio Bonolis, Antonio Bove, Rosario Buccione, Giancarlo Caneva, Maria Rosaria Caso, Carla Castaldo, Stefania Colizzi, Carlo Cottone, Bruno D’Angelo, Fortunato Danise, Libero G. De Cunzo, Ferdinando De Martino, Giuseppe Di Franco, Michele Di Martino, Salvatore Esposito, Sofia Ferraioli, Luciano Ferrara, Francesco Gallo, Giuseppe Gargiulo, Felice Garofano, Salvatore Giunta, Gennaro M. Guaccio, Lucio Iezzi, Carlo Improta, Mimmo Jodice, Franco Lista, Massimo Maci, Pasquale Manzo, Lazzate Maral, Luciana Mascia, Patrizia Mauro, Antonio Minervini, Lina Modola, Bianca Ottaviano, Filomena Pagnani, Roger Peeraerts, Silia Pellegrino, Maria Petraccone, Fernando Pisacane, Anna Ponti, Gino Quinto, Silvia Rea, Ciro Riccardi, Michele Roccotelli, Antonella Rotundo, Ariberto Salati, Elena Saponaro, Vittorio Vanacore, Arturo Vastarelli, Lucia Vecchiarelli, Generoso Vella, Maria Villirillo.

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