• December 16, 2018
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Porta San Gennaro in via Foria a Napoli

E’ la più antica porta della muratura greca: in origine era più in alto, all’altezza della chiesa di Caponapoli.
Fu Pedro da Toledo, il vicerè urbanista, che la volle spostare più in basso sulla murazione aragonese. Era chiamata la porta del tufo perchè da lì passavano le pietre di tufo che venivano cavate nella Sanità. Proprio di fronte porta San Gennaro a piazza Cavour, c’è, sul marciapiedi di fronte, una porticina dove si è collocato il museo del Sottosuolo: se chiedete di vedere dietro, troverete una scalinata che scende per 25 metri nelle viscere della terra; era la cava di tufo più vicina. Vi si trovano anche ossari e colombari del tempo greco romano, ma vorrebbero sfruttare i luoghi per mostre artistiche e spettacoli.
Non crediamo sia la migliore scelta per questa interessantissima cava.
La porta San Gennaro ha preso questo nome perchè dalla detta porta si andava alle catacombe di san Gennaro.
Sul frontone c’è ancora un affresco di Mattia Preti con le immagini di Santa Rosalia e san Francesco Saverio posti a tutela dai guai della città.
Non bastava san Gennaro: in occasione della peste del 1636 che portò la popolazione di Napoli da 450.000 cittadini a circa 200.00, crearono la cosiddetta cappella di porta san Gennaro, proprio sotto la porta, ma vi posero dentro la statua di San Gaetano a maggiore tutela della città.
Sarebbe bastata una migliore attenzione alla igienicità delle abitazioni perchè tutti questi difensori angelicati, della città pare si siano spesso fatta ampia dimenticanza della funzione a cui i Napoletani li avevano chiamati.
Infine ci hanno posto una statua della madonna.
I guai continuano ad entrare nella città, forse da un’altra porta..

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