• December 16, 2018
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La dea Mefite: fecondatrice e positiva per Osci e Sanniti, malefica per i Romani, da far dimenticare per i Cristiani

Sta sempre là, nella valle irpina dell’Ansanto. quel luogo sacro agli Osci e ai Sanniti: era sacro alla dea Mefite per i misteriosi fenomeni che avvenivano colà: uccelli morti, piccoli animali improvvisamente fulminati, odori forti, e un lago dalle acque scure, colore blu scurissimo.
Sapevano queste popolazioni che la dea aveva realizzato la vita nel mondo, come l’antica Cibele che dimorava su quello che fu poi chiamato monte Vergine, e sapevano che i fanghi raccolti nei pressi del lago curavano i mali delle articolazioni del corpo umano e liberavano dai parassiti uomini e animali domestici.
I Romani, quando arrivarono in mezzo ai monti d’Irpinia, non tolleravano quell’odore puzzolente che emanava da quel lago, e attribuirono alla dea Mefite capacità malefiche. Non era più la dea che sapeva accompagnare gli uomini nel momento del trapasso, ma qualcuna a cui bisognava portare sacrifici per tenersela buona perchè, lei, di natura buona non era.
Invece i Sanniti portavano doni e vittime per ringraziamento. Non uccidevano gli animali, specialmente le pecore, che portavano in offerta: li spingevano verso il lago affinchè fosse la dea stessa a provvedervi con i suoi miasmi soffocanti.
Poi vennero i Cristiani: abbatterono il tempio dedicato alla dea Mefite e costruirono una chiesa che dedicarono a santa Felicita, astutamente santa ma di genere femminile come Mefite imponendo il culto di una persona resa santa per riconoscimento della Chiesa. Per molto tempo, gli abitanti del luogo fecero finta di ossequiare la santa cristiana, ma in cuore, sapevano che volevano stare ossequiando la grande madre del mondo.

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