• November 14, 2018
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Parte da Roma, la presentazione del romanzo che rievoca i movimenti del ’68

Mercoledi 3 ottobre A cinquant'anni dai movimenti del ’68, un romanzo ne rievoca le atmosfere. Parte da Roma il tour di presentazioni italiane per Vincenzo Esposito, autore de “La giovinezza infinita” (Marlin editore)

È innegabile: a cinquant’anni di distanza il rivoluzionario ’68 resta nella storia, e forse anche nel mito. Lo si rivive nel romanzo “La giovinezza infinita”, di Vincenzo Esposito, recentemente pubblicato dalla Marlin, la casa editrice di Tommaso e Sante Avagliano.

Presentazioni e firmacopie calendarizzate in giro per l’Italia: mercoledì 03/10/2018, ore 18 – Libreria Pagina 272 – Roma / Il volume sarà presentato da Biagio Cipolletta (poeta) e Ludovico Fulci (saggista).

Sabato 06/10/2018, ore 18 – Libreria Scuola e Cultura – via Ugo Ojetti, 173 – Roma / Il volume sarà presentato dalla poetessa e critica letterariaMaria Lucci.

Giovedì 11/10/2018, ore 18,30  – Libreria Imagine’s Book – Salerno / Il volume sarà presentato dallo scrittore Domenico Notari e dal docente universitario Vittorio Dini.

Domenica 28/10/2018, ore 20 – Libreria del Caffè Letterario – Torre Annunziata (NA) / Il volume sarà presentato dal giornalista Andrea Palmieri.

Venerdì 09/11/2018, ore 18 – Libreria Mondadori – Napoli / Il volume sarà presentato dalla scrittrice e critica letteraria Antonella Cilento e dal docente universitario Gianfranco Borrelli (tra i protagonisti delle manifestazioni studentesche del 1968 a Napoli). Coordina Tjuna Notarbartolo (giornalista e scrittrice)

” La giovinezza infinita” è un romanzo breve diviso tra il presente e “l’ancor presente- passato”. Il protagonista si immerge nelle battaglie studentesche, diviso tra il concetto della non-violenza e quello marxiano della necessità della violenza per operare le grandi rivoluzioni sociali, tanto da subire una coltellata nella schiena da un fanatico giovane studente fascista.

La pugnalata è anche il simbolo del colpo morale che segna la sua coscienza civile posta davanti alle astrazioni sessantottine , così come Loukì, la deuteragonista del romanzo, con la sua levità e con la sua grazia che sottende i forti richiami all’amore e alla sensualità, che incita all’azione politica e protegge nei momenti più drammatici degli scontri all’Università con i Fascisti e con i professori arroganti, è il simbolo e l’essenza della giovinezza, evanescente e pur concreta, inafferrabile nel presente e fantasma nel “presente-passato, solo memoria di qualcosa che è stato, che poteva essere, e che, ora, vuole solo continuare ad essere una gioia interna per chi ha avuto l’occasione e il coraggio di essere giovane al momento della giovinezza.

ENNE

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